sabato 7 dicembre 2013

SVALVOLANDO


Come si misureranno le parole o le immagini 
- oltre che in riferimento all'oscura ed ipotetica misura di chi ne ritenga offensive o meno alcune o più? -



Quelle parole che ogni giorno affastelliamo in buon ordine (o in discreto caos), strappandole alle nostre emozioni, e magari disegnandone di nuove su di esse, cercando di farle apparire/risaltare a forma di palpitazione, calibrando noi, ulteriori unità di percezione che ci consentano di applicare una forma tangibile al nostro comune sentire per sparpagliarle, alla fine, su un blog-contenitore-confessionale, dove chissà quali altre anime andranno esplorando...


Ed anche una volta misurate, inchiodate, catalogate, queste parole, queste immagini che da sole identificano il fardello del nostro emozionarci; chi ci assicura che non ne abbiano, invece, debordato il senso, sforbiciato il sospirare, occultato il trasalimento, macchiavellato il reale senso della verosimile sdoganamento comunicativo?

Come si misureranno queste visioni occultate, questi suoni incompresi, se non sperando che si adattino perfettamente al nostro pensiero come un cashemire che si adagi, neve attutita nel silenzio di un'alba?

Non lo sappiamo.

Rileggo ora il mio "pensiero adagiato" e cerco di scorgerne l'orlo emozionale.


C'è un qualcosa che tracima oltre il senso emotivo, è come se disegnassimo coartati, se scrivessimo ingessati, o su di un travertino inscalfibile.



Perdiamo probabilmente la fluidità del pensiero fino a fermarci, quel fatidico istante, e pensare a voce alta, come scrivendo nell'aria, a forgiare immagini rigurgitate da una macchina da presa già impazzita, o sgominando tastiere che scagliano lettere minatorie.

Me devo fà un’autodisclaimer:

questo blog si autodetermina 
declinando ogni responsabilità dall’ultimo post”


19 commenti:

  1. Mi piace, ma mi piace anche notare che pure tu stai messo bene a proteina Foxp2.
    Ciao :)

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  2. questi coriandoli che lanciamo in aria. un carnevale in maschera o senza ?
    che gioco terribile e meraviglioso è la vita.
    saperla appuntare, anche malamente, resta un dono. non marginale.

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    1. Bello 'appuntare', vedi che gioco piacevole scovare descrizioni? ;-)

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Non solo per un blog, anche per qualsiasi monologo o discorso...
    Le vere parole restano dentro, forse.

    Moz-

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  4. E' che le parole ci sono tutte. L'emozione le sceglie, come al mercato, e le mette nel carrello.

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  5. Le parole... Con la sola forza delle parole le persone riescono a nascere e a morire...

    Belle le tue, di parole... Stupefacenti. Complimenti :)

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    1. .. si, gira 'sta chiacchiera... ;)

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    1. .. come sei arrivata qua dal Nulla Cosmico? ;)

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  7. Beh, riuscire a pensare di aver trasmesso qualcosa a un lettore è già tanto, credimi.

    Federico
    (Tutta Colpa Della Maestra)

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    1. Grazie! .. probabilmente è veramente T.C.D.M.... ;)

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  8. mamma mia che bel post per una cultrice della parola come me.. Mi piace ciò che hai scritto, ma soprattutto come lo hai scritto. Malvaldi poi lo hai vitsto? Spero tu venga a rispondere ad una semplice domanda nel mio blog. Ti aspetto...

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  9. ogni parola insegue il proprio referente, ma è destinata a non raggiungerlo mai, come nel famoso paradosso di Achille e della Tartaruga.
    Però, se vado al bar e chiedo una birra, è sempre un piacere ricevere una birra invece che un tramezzino al prosciutto.

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    1. ..e comunque c'è sempre una birretta ad inseguire un tramezzino referente.. ma anche un sacco di gente che si "toglie la sete col prosciutto"..e come lo vedresti, alla fine, un paninazzo in lattina? E sempre puntualizzando: se la birra la volevi chiara, morbida, abbastanza fredda e senza schiuma e te la portano, scura al doppio malto con sei dita di schiuma e magari a temperatura ambiente, oltre a bruciargli il locale, che je fai?

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    2. see, ma io vado in quei posti in cui la birra è birra, quella cosa gialla che cresce dentro le bottiglie di quell'unica marca che tutti i bar devono avere per legge viceregia. sono quei posti in cui per mettere in difficoltà il barista basterebbe chiedere un'acqua naturale col ghiaccio. per gente semplice e di poche parole: "il solito" :P

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