venerdì 4 ottobre 2013

SICILIA FAI DA NOI - Taccuino di viaggio

Roma-autostrada-casello-Napoli-porto-tramonto-nave-notte-alba-Catania-Trecastagni (km 260).



Frenetico viaggio, ambita peregrinazione. Voglia di (ri)scoprire origini mie e di Luisa, per quanto entrambi, personalmente, nati altrove; vorticoso giro pagina di fogli saturi di isola feconda, traboccante scoperte ed aspetti sorprendenti, che il rapido e convulso trasferirsi esalta e stuzzica tra sensazioni sempre diverse, di terra antica e modellata da mille mani, a rivelarsi nuova ed ispiratrice, con un immaginario tutto da ricatalogare,
una geografia da ridisegnare (guai a delinearsela sole e mare, c’è un nucleo di terra bruciata di vento, scartavetrata da viadotti e gallerie a profusione, paesotti che sbandierano aspra continentalità, outlet da mille e una notte a sfidare il deserto ed a crearsi fulcro attrattivo di un'intera regione), una Storia da (ri)studiare, un accavallarsi di culture fuse in dinamiche che la Sicilia reinterpreta creando un ormai testato ed originale brand:


dal cuscus di pesce alla palafitta su roccia vulcanica, dall'arancino al pistacchio al ricamo barocco affrescato di gotico catalano.


18 agosto 2013 - Festa a Trecastagni

Arriviamo a Trecastagni, 

mucchietto di case tutte lava e calce, arrampicato su quell’Etna dall’eterno sbuffo di fumo sfumato e dal perenne bagliore notturno (che a, me personalmente, affascina ma non predispone esattamente alla notte serena... almeno finché non t'abitui alla convivenza...), e noi arrotolati a spirale su per pendici spigolose di vulcano dalle viscere rigurgitate, lava intonsa o sagomata, che scenografa questa terra a suo piacimento, siamo ospiti di gioie di zie, zii e cugini, pronti a circondarci di attenzioni, premure, vitto, alloggio e preziosa consulenza turistico/gastronomica ricambiando con affetto e libero scarrozzo.
"Contessa" dei venti
Sotto di noi, ritemprati di fresca brezza la costa catanese punteggiata da mille luci a contornarci di cristallino orizzonte: finalmente pronti, caricati a molla, impazienti di “srotolarci” in mille rivoli verso l'intera isola, al pari di quell'irrefrenabile lava incandescente che ha disegnato la regione.


Intanto, per stasera ci godiamo le bancarelle a festa, immergendoci in un bagno di folla urlante circondati da souvenir, pesti, bottarghe, mandorle e tonni declinati in tutte le variazioni immaginabili...
Il programma è un giro d'orologio est sud ovest nord e ritorno, dove chicche, altrimenti imperdibili, sono già sacrificate in partenza (Modica, Ragusa, Selinunte, Gole dell'Alcantara, Piazza Armerina, Cefalù...), ma solo in nome della necessaria sintesi con la quale tentiamo la globalizzazione di un mondo in appena dieci giorni...
Tutto il resto non verrà risparmiato: a noi che di Sicilia avevamo assaggiato solo le ulteriori isole satellite, dall'incredibile Marettimo alla magica Lipari oltre alle “classiche” Palermo e Taormina...   
tutto pronto, si parte!

19 agosto - Costa est: primo bagno ad Acireale (35 km)

Zio Pippo e zia Rina, maschera e pinne, ci portano ad Acireale, al Mediterraneo, lo stabilimento di una vita, dove Lulù, refrattaria a tutto ciò che non somigli ad una battigia maldiviana, si bagna principalmente per nebulizzazione, non esistendo spiaggia ma solo ardite palafitte a tuffarsi nel cobalto trasparente, felicemente sposo a vulcanici ghirigori abbronzati. 
L’acqua è mineralmente splendida. Il sole brucia. Inizio a rilassarmi... sera con cena sul mare a Capomulini, grazioso borgo marinaro dove il parcheggio, però, è una chimera di altre galassie.. una volta sbrigata la pratica, assaporiamo il passeggio quieto (e sfiziosissimi involtini di pesce spada …) sul lungomare puntellato di tipiche casette basse a godersi la sera.


20 agosto - Circumetnea, trenino d’altri tempi (28 km in auto,  110 km in treno,  5 km in metro)

C’imbarchiamo, nel centro di Catania, guidati dal fido cugino Domenico, su un monovagone a scartamento ridotto dal rombo sinistro, residuo dei pionieri delle ferrovie, 



più assimilabile ad un diesel caterpillar che a moderne locomotive. Il giro prevede in circa un'ora e mezza la circumnavigazione dell'Etna in senso orario a chiudere l'anello toccando, e spesso spaccando a metà, una ventina di paesetti, da Bronte a Randazzo, fendendo epiche colate laviche, foreste di agrumeti, praterie di pistacchi, tutto a ritmo da trenino di luna park che, se da un lato può sbomballare il sistema nervoso, dall'altro permette un singolare e pacioso punto di vista, 
anche standosene tranquillamente affacciati al finestrino (salvo un occhio vigile alla miriade di rami di fichi d'india particolarmente irrequieti che tenderebbero ad introdursi a bordo senza biglietto...)



21 agosto - Profondo sud: S.Lorenzo e Marzamemi (265 km)

Altre zie ed altri cugini ci attendono al vertice di piramide rovesciata, dove il mare comincia ad odorare d'Africa, dove Mediterraneo e Jonio incrociano correnti e tramonti, dove le casette di pietra e salsedine dei pescatori di Marzamemi
Marzamemi
 sfidano la poesia con una cubica e grezza semplicità architettonica disarmante. 
Anche la prima, seppur fine, pioggia arruffata del nostro viaggio contribuisce all'atmosfera lirica, incupendo mare e cielo e facendoci sentire arditi protagonisti al confine di un mondo a parte (anche mentre, molto più prosaicamente, saccheggiamo gli scaffali di Campisi, celeberrimo produttore di tonni e bottarghe).


22 agosto - Agrigento e Valle dei Templi (190 km)

Prima puntata nel cuore dell'isola, non resistiamo al richiamo dell'outlet più sperduto del mondo

e riusciamo anche a fare spesina, colti da raptus di shopping compulsivo. 


Ma torniamo in noi e si prosegue decisi verso la costa ovest. Favolosa l’accoglienza nel primo B&B del nostro soggiorno itinerante, col tenue pastello delle Casette di Lù a rassenerare le pareti del cuore. 
E’ un lampo di presenza il nostro - appena due notti - ma intenso, e sufficiente a farci innamorare, come gli aromi di quartiere arabo coi suoi vicoli placidi e le coste indaffarate di vento e mare vellutato. 
La Valle dei Templi poi ci ubriaca di Mito a pieni polmoni,


cullati da Storia e fragranze vaghiamo in altre epoche gustando tutti i colori con i quali tenaci marmi e tufi ostinati trasfigurano il sole al tramonto, uno spettacolo da far invidia alle più blasonate acropoli del mondo. 
Annotiamo però, anche il pessimo colpo d’occhio che un’edilizia scellerata riserva alla moderna Agrigento: palazzoni terribili a soffocare l’antica Girgenti, 


certo la conformazione geofisica della città (adagiata sopra un pianoro delimitato) non aiuta, ma l'addensarsi di cemento ad un passo dal Tempio della Concordia stona terribilmente... dopo il tostissimo tour archeologico, cena ristoratrice a base di busiate (tra il cavatello e la trofia) pesto, mandorle e zucchine ed un tenerissimo tonno alla piastra che si scioglie in bocca...

23 agosto - Costa Ovest: dalla Scala dei Turchi ad Eraclea Minoa (94 km)

Secondo bagno a Siculiana, acque basse, tiepide e limpide che degradano dolcemente davanti ad una spiaggia di sabbia fine che istiga al recupero di ampi strati di abbronzatura. Avremmo voluto bagnarci nell'insenatura immediatamente precedente, la spettacolare Scala dei Turchi, 


una falesia calcarea da urlo che secoli di mare e vento hanno ingentilito in sinuose curve a scalare, donandole un aspetto unico, di un bianco accecante, a circondare l'ampia baia non lontana da Porto Empedocle, e che declina a scalini rotondeggianti fino a riva, ma che richiama anche, ogni giorno, un quantitativo industriale di turisti e locali e la rende visitabile, in santa pace, immagino forse a gennaio... 
Scala dei Turchi
Dopo Siculiana tocca ad un'altra ansa da cartolina, Eraclea Minoa, spiaggia coronata da pineta cicaleggiante e, sullo sfondo, una parete di pomice rocciosa a precipizio, percorribile anche dall'alto con vista mozzafiato, 

ed i resti dell'omonimo sito archeologico, al contrario della Valle dei Templi, trascurati ed in fatale disfacimento alla faccia di una soprintendenza latitante. Un vero peccato.. ed anche per oggi siamo allo stremo.. torniamo alla base di Girgenti per una cena con gli strafiocchi (Lulù si addobba di cous cous.. ) ed una passeggiata in seminotturna nel cuore arabo della città vecchia a sbirciare vicoli sonnacchiosi... domani si riparte...


24 agosto - Da Agrigento a Scopello lungo la Via del Sale (206 km)

Lo spettacolo delle saline prende cuore ed immaginario, la Via del Sale evoca antiche pazienze e fatiche tra scenari e riflessi lunari di bagliori che frastornano. 


Gli ingredienti che leggiamo sulle confezioni di sale prodotte dagli storici Ettore e Infersa celebrano con enfasi un mondo intero: “sole, mare e vento”
In realtà quello spettacolo irrazionalmente geometrico di mare ammaestrato lascia trasparire un quarto, fondamentale, ingrediente di questa ricchezza commestibile, forse meno fascinoso dei primi, ma nobilitante come nessun altro: il sudore.
Quello che braccia inesauste imperlano in mesi di dedizione e sacrificio, donando vivacità alle nostre tavole. Un meraviglioso gioco di prestigio che sbanca le forze della natura insaporendo il mondo... 
Già i Fenici estraevano l'oro bianco e la “loro” isola, Mozia, che attraversiamo in un silenzio irreale, è un paradiso immobile nel Tempo... ripartiamo verso nord, verso Scopello, il nostro secondo ed ultimo albergo del nostro minimaxi tour, ed in serata giungiamo in questo baglio (podere fortificato) d'altri tempi, abbarbicato a sorvegliare gli imponenti faraglioni che fungono da cancelli alla Riserva dello Zingaro, l'albergo, per quanto grazioso, non può apparirci all'altezza del B&B agrigentino, ma va bene tutto, e troviamo anche il tempo - eroicamente - di testare la piscina... (che ad Agrigento non c'era.. )

25 agosto - Costa Nord: Riserva dello Zingaro e San Vito lo Capo (90 km)

La Riserva dello Zingaro è un tratto di costa fortunatamente preservata dal delirio palazzinaro/alberghiero che furoreggia altrove. 


Comprende 7 km di percorso a mezza costa e la possibilità di toccare sei baiette ciottolose da sogno, da bravi trekker ce ne cucchiamo cinque rischiando il delirio da “percorso completo” ma, per quanto rapiti da viottoli, grotte naturali, saliscendi iperbolici e vegetazione lussureggiante (incredibili le palme nane!), sotto la canicola è dura e la voglia di immergersi nel turchese supera ogni velleità (chiudendo anche il triangolo dei bagni sui tre lati dell'isola), l'unico errore è aver pianificato di domenica  questo appuntamento: la folla è quella delle grandi occasioni ed anche le cale meno accessibili sono inevitabilmente assediate



...deludente invece San Vito Lo Capo, ritrovo mondano eletto da certo turismo pilotato, favorito anche dall'ampissimo litorale che formicola di una miriade di bar, gelaterie, ristorantini e negozietti lungo lo struscio paesano a sbucare direttamente in spiaggia, ma ci sa tutto di fastidiosamente prefabbricato e, a parte una granita da sballo, veniamo via senza particolari rimpianti...



26 agosto - Erice e faraglioni di Scopello (76 km)

Il Duomo di Erice è una delle immancabili meraviglie sicule, un intricato ricamo di gesso che connubia divinamente gotico normanno, evoluzioni chiaramontane e ritocchi rinascimentali,


Duomo di Erice
ed è circondato dall'intatto sobborgo medievale a fungere da esatto proscenio alla meravigliosa Chiesa Madre con le sue atmosfere di altre epoche.  
Merita una visita anche  San Giovanni Battista, dal fascino tra l'ogivale ed il bizantino, col suo giardino panoramico e l'incantevole cupola. 
Tonnara Scopello

Il colpo d'occhio sull'intera vallata poi, dai suoi 700 metri d'altezza, è straordinario... 

 torniamo a Scopello colmi di meraviglia ma in tempo per il tramonto all'antica tonnara, 
di fronte ai faraglioni,


Faraglioni Scopello

 in un susseguirsi di colori a disegnare la sera che avanza...








27 agosto - Ritorno a Trecastagni con tappa a Monreale (318 km)

La Ciambra - Monreale
Riattraversiamo l’isola da nordovest a sudest, sfioriamo solo una caotica Palermo e puntiamo dritti su Monreale anche se, sprovvisti di navigatore, la nostra fiducia nella segnaletica stradale sicula subisce serissimi
contraccolpi e dobbiamo letteralmente inventarci itinerari e traiettorie perdendo tempo prezioso che avremmo potuto/voluto dedicare ad un fuori percorso, magari per Cefalù. Monreale, al contrario di Erice, sembra offrire “soltanto” un Duomo strabiliante,
 dall’arabesco ricamato, accanto ad un chiostro da mille e una notte, mentre la “Ciambra”,  il quartiere che lo circonda, non ci appare all'altezza delle sensazioni ericine... ci rituffiamo nell'entroterra puntando casa ...ma la tentazione dell'outlet non demorde e ..timbriamo di nuovo il cartellino..  ;)




28 agosto - Memorial tour: San Michele di Ganzaria e Caltagirone (203 km)

Ogni volta che parla delle sue ripetute vacanze estive a San Michele, infantili ed adolescenziali, a Lulù s'illuminano gli occhi, ed io non potevo che immaginarlo questo paese lontano dal mare con le sue viuzze strette ed i giochi di giovinetti vocianti.


San Michele di Ganzaria
Toccarlo ora con mano, respirarne le memorie, fotografarlo come una reliquia, dona un'angolazione diversa, le vedo queste ragazzine raggianti, finalmente senza scuola a scorrazzare qua e là tra scalinate, gelati e risate... c'è infanzia che echeggia ancora di spensieratezza e ciambelline, ed io mi godo Luisa rapita a guidarmi per ogni dove, felice finalmente di potermi rendere partecipe.


Ovviamente riusciamo a beccare amici, lontanissimi cugini, compari, semplici conoscenti... è una vera e propria rimpatriata che culmina con l’omaggio alla vecchia casa della nonna, ora disabitata.




Ma c’è ancora un'ambita meta in giornata: Caltagirone con la sua scalinata di mattonelle impazzite, 144 scalini di barocco svirgolato, 



policromie folli, breccia incredibile a tagliare in due la città di riflesso maiolicato,
 ed ancora balconi ed edifici ridondanti, palazzi liberty da far invidia a Gaudì, 

antichi carruggi di marca genovese, le caratteristiche ceramiche locali che occhieggiano da mille vetrine: un festoso coacervo di culture.





29 agosto - Di nuovo costa Est: Pozzillo (35 km)

Riporto Luisa sulla costa di Acireale per gli ultimi ritocchi alla tintarella, 




ma sempre su palafitte che addomesticano acrobaticamente gli accessi al mare 
e bagno in versione aspersione (per Lulù) od immersione completa (per me).
Inizia a serpeggiare velata malinconia per l’imminente ritorno... ma ci stordiamo ancora di mare, sole e granite... meglio non pensarci. 
Serata con fenomenale cena “etnica” (in questo caso quasi un aggettivo dalla doppia accezione) dal cuginetto Saverio Domenico, mago della cucina: 



trofie zucchine melanzane e peperoni, polpette con mandorle, mele e cannella e contorno di patate arrosto aromatizzate all'arancia, una goduria per occhio e palato...

30 agosto - Noto e Siracusa (240 km)

Il barocco siciliano è spina dorsale dell’architettura isolana. Una perla sfoggiata con parsimonia ma che in gioielli come Noto, ad esempio, diventa ridondante sfoggio di ricami reiterati, di intarsi stesi al sole come panno di bucato, che uniti all'impronta araba lasciano a bocca letteralmente spalancata.


Ci saturiamo tra ghirigori e volute, fiamminghe di balaustre e portali carichi di sfarzo, voluttuosi balconcini a sfidare i merletti di nuvole. 
Crogioliamo occhi e papille gustative affogate di granita sicula doc, dove la frutta si esalta in sapori pazzeschi che a Roma possiamo soltanto sognare...
E' un paesaggio mille miglia distante dai minimalismi contemporanei, un tuffo in un calore architettonico diverso, ma che ci rivela immediatamente complici.
A Siracusa arriviamo in tempo per cuccarci la prima, ma fortunatamente anche ultima, grandinata del nostro soggiorno (nesciono neanche i quararari) e, di contro, per quanto fantastici da ammirare, i sempre caratteristici balconcini siculi risultano troppo stretti per offrire adeguato ricovero, evitando la furia del più classico dei temporali estivi. 
E noi ripariamo in un Duomo che ha 2500 anni. Edificato attorno al tempio di Atena ne ha conglobato storia e colonne coi suoi riccioli barocchi, niente di meglio per attendere il riapparire del sereno.


Di bello c’è che, in questi casi, la luce post tempesta dona sfumature e lucentezza ancor più brillanti, ed il fantastico gelato che gustiamo appena oltre Ortigia, riapprodati in “terraferma” (Ortigia è praticamente un’appendice siracusana, un'autentica isola nell’isola, separata dal resto della città da due ponti), ci riconcilia col mondo degli umani.

31 agosto - Zafferana Etnea (30 km)

Qui c’è ancora e sempre odore di zolfo e cenere calda, qui l’Etna incombe realmente, nel regno del miele e della pasta di mandorle,


ci accorgiamo di transitare al cospetto ed alla mercé del vulcano attivo più grande d’Europa, dove magma e pietra lavica diventano arte, chiesa e casa. 
Anche il cielo minaccia nubi fuligginose ad imbronciare ancor più l’aria di vivace venticeddro, ma è solo aspra scenografia... niente pioggia stasera.

1 settembre 2013 - Trecastagni - Roma (255 km)


Il ritorno sfugge sempre ai parametri della frenesia. E' un bolla malinconica dove rimuginiamo il passato ancora fresco di emozione. Ma fare l'inchino ai faraglioni di Capri, baciati dall'alba,



al risveglio di una notte che ci ritraghetta in continente, stempera per un attimo lo spleen e ci rifocilla di meraviglia spontanea. Questo il bello del fluire del tempo: rimanere bendisposti al futuro... 

8 commenti:

  1. Trovo semplicemente sorprendente - ma sarei tentato di usare un aggettivo più pesante - che un reportage così esaustivo e godibile (non sto scherzando!) non abbia ricevuto alcun commento. E' un post che ci ha proiettato assieme all'estensore nell'incanto della Trinacria, fra arte, vestigia, tradizioni, sapori, colori e persino suoni, per non parlare delle meraviglie del mare!
    Articolo cui tributare un riconoscimento dell'Ente Turistico locale.
    Con i complimenti più sinceri.

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    1. Graditissimi complimenti i tuoi.. onoratissimo ed emozionato.. interessante spunto anche per parlare delle dinamiche perverse di quasi tutti i blog.. quando pubblicai questo post avevo giusto qualche mese di vita nella blogosfera, un seguito blando che ha pagato pegno in termini di visibilità e interazione. Quindi esiste tutto un repertorio praticamente invisibile che, non ti nascondo, di tanto in tanto, ripropongo ora che la "platea" si è notevolmente allargata.. anche questo tour siculo, vissuto anche come palpitante ritorno all'infanzia dell'amata consorte, potrebbe assurgere a nuova vita... ;)

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  2. Mi incuriosisce il punto di vista altrui sulla mia terra: per chi in Sicilia ci è nato e l'ha attraversata in lungo e in largo, per chi come me ha avuto la fortuna di accquisirne i tratti culturali complessi e profondi, esserne sedotti è fisiologico. Chi viene da fuori può recuperare sensazioni più obiettive rispetto alle mie ma vedo che una perte della magia ha lasciato il segno anche su di te. Molte delle considerazioni che fai sono le mie io ve ne aggiungo una: la Sicilia va visitata in primavera o autunno. Dal tuo Tour hai escluso le due più importanti città isolane, devi colmare l'handicap Francesco perchè è attraverso la loro storia e il loro profumi sociali e letterari che puoi dormire una notte sotto la luna in un casolare dei latifondi di Caltanissetta e capire fino in fondo Pirandello o Buttitta o Sciascia. O lampedusa.
    Non potresti nemmeno esimerti da una visita lenta e curiosa dell'antica Ragusa Ibla, di Modica, Ispica e degli incredibili canoyn che tagliano il tavolato ibleo e rappresentano un mondo a parte quasi come l'Etna o le isole minori. Credo dovrai tornare, con un libro in mano e gli occhi accesi perchè la Sicilia è un continente pieno di facce e colori.
    Certo immagini quanto e come io abbia in questi anni scritto della mia isola: torverai nei miei blog molte tracce di questo tipo ma adesso, se permetti, ti invito io a leggere un mio post, è la mia idea di Sicilia e di Sud ma è anche qualcos'altro.
    http://puntoevirgola-enzo.blogspot.it/2016/12/sicilia.html

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    1. Signor Rasi, lei che ha tante fortune per acquisizioni di esperienze e di cultura potrà sicuramente comprendere, da parte di una sgrammaticata, e che non ha avuto le sue fortune, che non è di buon gusto scrivere pubblicamente un link che riporta ad un sito in cui non si entra se non ad inviti.
      Lei che sicuramente ha una educazione sentimentale e di rispetto, che tanto si lamenta dell'educazione dell'etere che si professa vittima di molti disturbatori mi permetta consigliarle per una questione di tatto e delicatezza di usare le mail( cosa che lei consiglia fare da anni)ed evitare le porte in faccia a chi naturalmente vedendo un link e cliccano.
      A 'ssa binidica.

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  3. Bellissimo post e scelti gli aggettivi usati.Su questo tour aleggia un amore ed una voglia che trasmettono in questa frase:"dove magma e pietra lavica diventano arte, chiesa e casa." una sicilianità e l'esistenza del fato.
    Settimana scorsa ho lasciato le pietre iblee, mi sono regalata tre giorni ai piedi di un'Etna bella da star male, e c'è sempre tanto da vedere e da imparare ed una vita per il "mio continente" non basta. Ho passeggiato attorno al Castagno dei cento Cavalieri, e li ho raccolto violette che sono fra pagine antiche ed ho imparato che Trecastagni, deriva dai tre patroni i trecastiangel...
    Torna ti aspettano greci, i romani, gli arabi, i normanni, il liberty, il barocco, e i latifondi dell'anima.

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    1. Grazie delle tue parole... tornerò. Sicuramente ;)

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    2. Non mi fate ripetere le cose, non ditemi che sono un cafone a causa di un link che porta ad una porta chiusa. quando inserii il commento il blog era aperto, quando siete andati a visionarlo dopo un po' di tempo lo avevo chiuso e non ci avevo pensato. Siete troppo precisi e io non ho fatto niente con malizia. Ma perchè non guardate le date accidenti! il mio commento data 15 dicembre 2016, la risposta di Franco e di Strega datano 3 mesi dopo. Io spesso apro e chiudo in poche settimane, avrò il diritto di farlo o devo comunicare urbi et orbi che lo faccio? Ripeto mi accusate di una cosa che non esiste e mi fate veramente arrabbiare, quel maledetto e inutile post adesso è pubblicato su Omologazione non Richiesta, non mi piaceva e continua a non piacermi. Bastava chiedere con acalma che fine avesse fatto senza dare lezioni di educazione non richieste. Buona notte,

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    3. Chiedo venia e Chapeaux,
      Eravamo stati indirizzati a questo post giorni fa e arrivata non ho guardato la data del tuo commento
      Purtroppo per nomi, date sono sempre stata una distratta, e forse anche prevenuta per tutti i tuoi post sull'educazione etc etc

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