venerdì 6 settembre 2013

PASSEGGIARE..



... nervosamente su e giù. Unico passatempo consentito. Per strade tutte uguali, quartieri squadrati bruciati dal sole, vicoli pulsanti nel silenzio in concorrenza col tuo cuore.
Nemmeno un'anima e, d'improvviso, una chiesa.

Sei entrato.

Per non restare fuori più che altro, per noia, per goderti quella ventata di fresco che solitamente abita la soglia di ogni portale d'ingresso, specialmente quelle porticine laterali che delimitano elementarmente il profano dal sacro.


A quest'ora è semi deserta, navate minacciose, raggi come lame penetrate da squarci di vetrate impervie, e la manciata di persone che intravedi è sparsa in tutti gli angoli, ognuna nel proprio, personale, tempio.
Lontana da tutti gli altri, immersa in una fede individualizzata, inserita in una lunga, solitaria preghiera, in un dialogo riservatissimo col proprio dio, disegnato a misura, un dio che perdona e punisce col metro di chi lo ha concepito e. giorno per giorno, lo accudisce.
Cominci a pensare nella quiete ovattata, anche tu semi nascosto in in angolo oscuro.





Credi all'ipocrisia di questi fedeli, vorresti quasi gridarlo attorno e ti si va architettando in mente un piano diabolico per eliminarne uno qualsiasi. A caso.
Per chi pregano? Per loro stessi e nient'altro, certo te non hai mai avuto benefici dalla tua vita, nessuno ha mai pregato per te, ma neanche mosso mai un solo dito; ed ora vuoi dimostrare che neanche il loro dio può salvarli.
Nessuno si accorgerà di nulla, il sangue sgorgherà caldo e veloce, accarezzando i mosaici.
Gli altri non vedranno, non udranno, e tu potrai fuggire, ma che dico, allontanarti serenamente nell'indifferenza totale, e soddisfatto ora, col respiro meno eccitato e la coscienza di chi sa di poter Agire, quei vicoli abbandonati non potranno opprimerti più, sarai il padrone della tua Strada.



E mentre sei immerso in quei pensieri e stai elevando tutto te stesso al di sopra di quei poveri esseri che ti circondano, non riesci proprio ad avvertirlo quel tacito e sgusciante signore col coltello in mano che si sta introducendo, furtivo, 
nella tua personalissima chiesa.




Nessun commento:

Posta un commento

Sottolineature