venerdì 2 agosto 2013

IL SOGNO PROIBITO

Il sogno proibito vagava per la sua stanza da mesi, ormai. 




Aveva cominciato a manifestarsi in ufficio, tra pratiche noiose ed ore lentissime, incastrate tra i tavoli e la moquette.
Lui, metodico e riservato, alla prima parola che il sogno gli rivolse, scosse la testa incredulo.


Ma il rapporto divenne col tempo confidenziale, la mattina sfidavano assieme l’aria gelida, i pomeriggi a chiacchierare non si contavano più e lui, che era stato solo tutta una vita, ora aveva qualcosa a cuore, i suoi giorni erano diventati emozioni, gioie da condividere.



Il giorno che il sogno scomparve stentò a rendersene conto, in seguito l’impressione fu sgradevole e lo rese scontroso per diverso tempo fin quando non venne a sapere - fonte di nuova irritazione – che il sogno acquistato nuovo di zecca era garantito appena sei mesi. Non ebbe esitazioni. 

Il prossimo sogno proibito l’avrebbe scelto tra quelli usati... 


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