martedì 23 luglio 2013

CRISI D'IDENTITA'

Sono davanti lo specchio.

Ma non ci sono solo io, dirimpettaio e riflesso sulla superficie traslucida.
Proprio accanto al me rispecchiato, scorgo un mio doppio.
E’ un altro me - ora lo (ri)conosco -, che guarda, anch’egli/esso sorpreso quanto me, la duplice figura reputando evidentemente estranea e, verosimilmente, in eccesso, la mia/sua doppia immagine echeggiata dalla parete rilucente.

Ora trovo singolare (anche se, alla lettera, plurale) non solo il soggetto riflettente - che non riesco, come se non bastasse, a percepire al mio fianco in qualità di fonte del paradosso visivo - e la sua traslazione figurata, ma anche, e soprattutto, quest’altra avulsa sensazione che mi pone al di fuori del corpo e dell’immagine, bizzarro riverbero con mie apparenti sembianze, lì ad un passo, a creare un esterno, imbarazzante quadrilatero, ed io aldilà e fuori dei quattro riflessi/riflettenti.

Sono letteralmente oltre corpo ed immagine, sento aliene le mie membra fisiche erette davanti lo specchio, e smisuratamente lontana quell’accozzaglia di tratti disegnati sulla parete d’un acquoso diafano, pronti a minacciarle; ed infine assurdamente incredulo che una mia illusione ottica riesca a riprodursi come entità straniera, indistinta e vaga, ombra nell’ombra, fantasma tra i fantasmi, iconografia pura.

Inorridendo, poi, a tal punto, da far dileguare ogni allucinazione come miraggio distratto, riqualificandomi, infine, pura e singola effigie su di un ormai docilmente consueto cristallo appeso al muro che comunica, finalmente, solo coordinate e riflessi familiari al cervello - quasi impazzito fino ad un attimo prima - allocato nella mia simpatica scatola cranica adibita per l’occasione, seppur microattimi, a rutilante multiplex denoantri.


E tu pensavi de cavattela co’ ‘n’angiografia?!?....


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