sabato 29 giugno 2013

LA CROCE DIVELTA


La croce divelta (1988)

un film di Aurelio Labriocca
con Michele Folli, Marion Feels, Orlando Goltray, Demi Creep, Alessandro Urbani


Un Papa impazzito (o rinsavito) un bel giorno decide di regalare il Vaticano, svendere proprietà, liquidare monasteri, disfarsi di chiese, “spossessarsi del demonio” come annuncia all'Angelus.
Si scatenerà una guerra santa. Il vicario di Cristo se la rischia, i popoli plaudono, i potenti deplorano, l'esempio viene raccolto a denti stretti. Gli equilibri si sfaldano, i coperchi si ribaltano. Si rischia il collasso dell'apparato “Chiesa”, inteso come emblema di potere.
Un giovane sacerdote (un Folli finalmente all'altezza delle promesse) ed una suora laica (la fin troppo fascinosa Creep), affiancati dagli eventi, imbastiranno la fuga del Pontefice (Alessandro Urbani forse troppo perennemente accigliato) minacciato dai poteri occulti.
Che assomigli molto a Giovanni Paolo I non è probabilmente un caso, questo Papa visibilmente turbato che si affida spesso in preghiera ad un Dio antico quanto dimenticato. La storia affascina anche se convince a fatica la maratona dei fuggiaschi tra sette, sodalizi, congregazioni ed associazioni più o meno occulte che tentano il ripristino degli equilibri di potere. Esalta in compenso l'angoscia dei ricchi di spirito che si abbatte sui ricchi (e basta), la tenacia della Fede sulla barbarie del profitto, gli orizzonti della speranza oltre i confini della miseria (di spirito). Il finale vagamente fantasy magari non esalterà il puritano ma dona verve ad una trama altrimenti non sufficientemente affrancata da un classico mystic thriller. Una certa new age rivalutata in ambito possibilista, tutto sommato, può incarnare il sogno dello spettatore medio. Gli escamotage sfiorano la credibilità come neanche Dirk Selley aveva mai fatto supporre con le sue teorie letterarie, ed il montaggio frenetico, i piano sequenza mozzafiato ed ardite sequenze con camera a spalla rendono commestibili le oltre due ore anche ai palati più ostici. Opera prima, questa di Pitorri, pupillo ed ex aiuto regista di Frank Dubolt, da non sottovalutare quindi.


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